Opera N. 18
La Foresta di Cristalli
Guglie affilate si levano dal suolo come una foresta pietrificata, alte, sottili, immobili da sempre. È un paesaggio senza tempo, precedente a qualunque storia umana: il minerale è ciò che c'era prima di noi e resterà dopo. Fra queste lame di pietra, piccole luci calde segnano un percorso, e figure minuscole lo seguono. La sproporzione è voluta: l'uomo è piccolo, la materia è enorme e indifferente. Eppure è l'uomo che porta la luce, e la luce cambia il paesaggio senza toccarlo. Quest'opera mette la fragilità dentro l'immenso e non ne fa una sconfitta: le guglie non si accorgono di nulla, ma la strada attraverso di esse esiste perché qualcuno l'ha illuminata.